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Sostenibilità nella moda? Qualcuno usi gli scarti del jeans!

Un'idea nata davanti a una serie TV diventa uno spunto per riflettere sull'impatto del denim e sul valore creativo del riutilizzo.

Blue-Life ODV5 min di letturaModa e ambiente
Copertina dell'articolo dedicato alla sostenibilità nella moda

Qualche sera fa, dopo una lunga giornata di studio e lavoro, ho deciso di aprire Netflix. Calata nel mio pigiama e avvolta nelle coperte, ho continuato una serie che avevo lasciato da parte: Next in Fashion. Sembrerà sorprendente, ma avevo smesso di guardarla a due episodi dalla fine; probabilmente la stanchezza aveva avuto la meglio.

Nella semifinale è stato chiesto ai concorrenti di realizzare due outfit, uno maschile e uno femminile, entrambi in denim. Non appena hanno iniziato a disegnare, un concorrente mi ha positivamente sorpresa: Daniel Fletcher ha cominciato a creare abiti usando gli scarti di jeans degli altri partecipanti.

«Quando guardo i jeans e i loro colori penso agli iceberg e all'Artide. Sarebbe bello usare gli scarti degli altri per creare i panorami del Polo Nord.»

Mi sono fermata un secondo e ho pensato: «Questa sì che è una bella idea!». Durante l'episodio lo stilista ha parlato di quanto l'industria della moda incida sul pianeta e ha sottolineato l'importanza di trasmettere messaggi politici quando si dispone di una piattaforma e di un pubblico. Sì, anche l'ambiente è politica.

Immagine di approfondimento sul riutilizzo del denim
Il denim può diventare una materia da recuperare, trasformare e reinterpretare.

L'impatto nascosto del denim

Ogni anno vengono prodotti circa tre miliardi e mezzo di capi in jeans. Pur essendo un intramontabile di ogni stagione, non possiamo ignorarne l'impatto ambientale. La produzione coinvolge grandi quantità d'acqua, terreno ed energia: il settore della moda deve iniziare a occuparsene con maggiore decisione.

3,5 miliardidi capi in jeans prodotti ogni anno
3.800 litrid'acqua indicati per produrre un paio di jeans
10.000 litrid'acqua indicati per un chilogrammo di fibra di cotone

Daniel Fletcher ha acceso i riflettori su un tema conosciuto, ma del quale non si parla mai abbastanza. È utile ricordare quanto anche una piccola iniziativa possa aprire una strada verso il riutilizzo dei materiali di scarto. I vestiti realizzati dallo stilista hanno dimostrato che persino un avanzo, con un tocco d'arte, può trasformarsi in una risorsa.

Cosa possiamo fare?

Possiamo partire da alcune scelte semplici e concrete:

  1. Comprare jeans usati nei mercatini e nei negozi second hand, un vero tesoro per chi ha voglia di cercare.
  2. Sostenere i marchi che riutilizzano materiali di scarto o riducono al minimo gli sprechi.
  3. Non buttare i jeans che non indossiamo più: possiamo regalarli oppure venderli.
  4. Sperimentare con creatività: un vecchio jeans può diventare un astuccio o una borsa. Il bidone dell'indifferenziato dovrebbe essere l'ultima possibilità.

La domanda da cui partire è semplice: che cosa posso fare, oggi, per dare una mano?

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