Qualche sera fa, dopo una lunga giornata di studio e lavoro, ho deciso di aprire Netflix. Calata nel mio pigiama e avvolta nelle coperte, ho continuato una serie che avevo lasciato da parte: Next in Fashion. Sembrerà sorprendente, ma avevo smesso di guardarla a due episodi dalla fine; probabilmente la stanchezza aveva avuto la meglio.
Nella semifinale è stato chiesto ai concorrenti di realizzare due outfit, uno maschile e uno femminile, entrambi in denim. Non appena hanno iniziato a disegnare, un concorrente mi ha positivamente sorpresa: Daniel Fletcher ha cominciato a creare abiti usando gli scarti di jeans degli altri partecipanti.
«Quando guardo i jeans e i loro colori penso agli iceberg e all'Artide. Sarebbe bello usare gli scarti degli altri per creare i panorami del Polo Nord.»
Mi sono fermata un secondo e ho pensato: «Questa sì che è una bella idea!». Durante l'episodio lo stilista ha parlato di quanto l'industria della moda incida sul pianeta e ha sottolineato l'importanza di trasmettere messaggi politici quando si dispone di una piattaforma e di un pubblico. Sì, anche l'ambiente è politica.
L'impatto nascosto del denim
Ogni anno vengono prodotti circa tre miliardi e mezzo di capi in jeans. Pur essendo un intramontabile di ogni stagione, non possiamo ignorarne l'impatto ambientale. La produzione coinvolge grandi quantità d'acqua, terreno ed energia: il settore della moda deve iniziare a occuparsene con maggiore decisione.
Daniel Fletcher ha acceso i riflettori su un tema conosciuto, ma del quale non si parla mai abbastanza. È utile ricordare quanto anche una piccola iniziativa possa aprire una strada verso il riutilizzo dei materiali di scarto. I vestiti realizzati dallo stilista hanno dimostrato che persino un avanzo, con un tocco d'arte, può trasformarsi in una risorsa.
Cosa possiamo fare?
Possiamo partire da alcune scelte semplici e concrete:
- Comprare jeans usati nei mercatini e nei negozi second hand, un vero tesoro per chi ha voglia di cercare.
- Sostenere i marchi che riutilizzano materiali di scarto o riducono al minimo gli sprechi.
- Non buttare i jeans che non indossiamo più: possiamo regalarli oppure venderli.
- Sperimentare con creatività: un vecchio jeans può diventare un astuccio o una borsa. Il bidone dell'indifferenziato dovrebbe essere l'ultima possibilità.
La domanda da cui partire è semplice: che cosa posso fare, oggi, per dare una mano?

